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Un sottotitolo per questo articolo dovrebbe essere “Perché l’Italia non funziona spiegato con un aneddoto”. Eh sì, perché tutti gli ostacoli a cui ci sottopongono ogni giorno hanno dell’incredibile!

Vi racconto questo aneddoto perché davvero non posso credere che in Italia le cose debbano essere sempre così difficili, se non addirittura impossibili. E aspettate la fine, che c’è il colpo di scena!

Aprile, periodo dichiarazione redditi.

Uno. Cerca i CUD e cerca di ricordarti tutti gli eventuali lavori che hai fatto durante l’anno per essere sicuro che tutti ti abbiano mandato i relativi CUD. Ok, fin qui è quasi facile.

Due. Vai sul sito dell’Agenzia delle Entrate e cerca di compilare o di confermare la tua dichiarazione dei redditi.

Ora, penso, se una procedura più che servire a me serve allo Stato ed alla collettività, e ad evitare le frodi fiscali, dovrebbe essere la procedura più facile del mondo. Avete presente la storia dei click? Ormai pur di farci diventare consumatori di qualcosa fanno in modo che per acquistarla, o usarla, bastino 1 o al massimo 2 click. Semplice marketing insomma, le basi, nulla di particolare.

Beh, io oggi ho infine desistito dallo svolgere una procedura che mi è sembrata davvero impossibile. Premetto che sono una persona dinamica, già il fatto che scriva in questo Blog dovrebbe farvi capire che un pochino qualcosa sul web, insomma, la so. Non sono un programmatore, ma fino all’installazione di un software ci arrivo abbondantemente. Dunque, vado sul sito dell’Agenzia delle Entrate e cerco di ottenere il mio 730 precompilato: una cosa di cui ho vagamente sentito parlare in giro, ma che non bene cosa sia, si dice che la si possa fare da soli, che non serve più andare dal commercialista, sembre grandioso insomma! – Un po’ di autonomia, finalmente! – penso tra me e me.

Dopo molto più che due click e svariati giringiri giungo finalmente alla pagina che mi interessa. Capisco dopo aver letto qualche riga che per compilare o confermare il modello 730 precompilato serve un software, e che va scaricato da un link da loro specificato. Ok, clicchiamo questo link. Risultato: una pagina in inglese sul sito di Java in cui non si capisce assolutamente nulla, e non perché sia in inglese, ma perché al contrario delle solite pagine che tutti noi siamo abituati ad incontrare in rete quando vogliamo installare un software, non ha il solito pulsantone verde con su scritto “Installa”, è invece costituita da una scritta rossa all’inizio che avvisa di qualcosa che non si capisce bene perché dovrebbe interessarci, ma che essendo rossa e grande cattura praticamente tutta la nostra attenzione, e ci preoccupa anche un pochino, e una lunga lista di link che non si capisce bene cosa siano, forse una 40ina di versioni diverse dello stesso software. Ok, proviamo a cliccare su uno di questi link. Nulla. Ok, proviamo a leggere con più attenzione, e poi clicchiamo su quello che ci sembra più adeguato. Parte un’installazione e poi niente. Però sembra che l’installazione sia partita, e allora proviamo ad aprire intanto il file del 730 precompilato scaricato dal sito dell’Agenzia delle Entrate. Il file viene aperto automaticamente come .pdf dal mio lettore pdf, per l’appunto, che ovviamente non essendo il software adeguato non vede nulla del nostro file. Ok, selezioniamo il software appena installato dalla lista dei miei programmi. Nulla, non esiste il software. Ok, cerchiamo nella cartella dei programmi, e della supposta cartella del software trovo 15 diversi file .exe ognuno con nomi diversi e anche provando a usarli non sortisco alcun risultato.

A questo punto ho cercato sul buon vecchio Google il nome del software da loro millantato e ho trovato da sola il link corretto per l’installazione. Installiamo il software e proviamo ad aprire il file.

Evviva funziona! Ok, la finestra è minuscola e quindi anche le scritte relative alle istruzioni su quello che devo fare e sulle opzioni da scegliere, (forse a causa di Windows 10, ma avrebbero dovuto testarlo perché è quasi impossibile leggere e compilare, per me, figuriamoci ad avere un po’ di presbiopia!) ma a questo punto comincio a considerarlo un risultato positivo, tanto le mie aspettative si sono abbassate.

Già dalle prime richieste la cosa risulta complicata in quanto le domande vengono poste usando alcune parole specifiche, ad esempio chiedono di specificare se sei un “incaricato” “delegato” “professionista abilitato” o roba simile, e poi le possibili risposte contengono parole come “CAF”, “sostituto”….nulla che ci fosse già stato nella domanda insomma. Un qualsiasi insegnante alle elementari avrebbe abbondantemente bocciato chi ha creato il modello e i relativi messaggi dicendo ai genitori che “Il bambino non si applica, è distratto, incoerente e confuso”. Ok, non sapendo cosa scegliere, ed essendo una cosa importante per la quale si può essere perseguiti giuridicamente e soprattutto economicamente, cerchiamo di capire cosa fare. Cerchiamo su Google! Cercando cose come “istruzioni compilazione modello 730” trovo tutte cose poco utili. Allora andiamo direttamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate e prendiamo le loro specifiche istruzioni: un .pdf di circa 30 pagine che spiega tutti i perché e i per come dell’intera normativa relativa alla dichiarazione dei redditi. Ok, è giusto che essere cittadini voglia anche dire essere informati, ma alla fine magari mettetecele le istruzioni per compilare passo passo il modello, anche perché, ripeto, è un interesse dello Stato che io lo compili.

Sapete una cosa, a questo punto scelgo la meno peggio, e vado avanti, al massimo spero ci sia un modo per correggere gli errori in futuro.

Noto che il file è fatto di cartelle, e dopo aver compilato la prima finestra completa dei dati anagrafici cerco di andare avanti cliccando su quello che secondo me è il passo successivo, perché non ci sono assolutamente indicazioni a riguardo. Mi compare una finestra e mi dice che non posso fare nulla finché non chiudo la finestra corrente…. ma non c’è nessun pulsante! Mi accorgo allora che ci sono due pulsanti nascosti perché la finestra è troppo grande rispetto al mio schermo (ma sempre con scritte minuscole e illegibili). Clicco su chiudi e vado avanti.

Inizio a compilare il 730 precompilato…. ma, aspettate un attimo, non era precompilato? E invece è vuoto, dovrei compilare da me tutta una serie di campi costituiti da sigle che non so cosa siano, linguaggi mai sentiti e richieste che non so come gestire e soddisfare….

Sapete una cosa? Io mollo! Domani sentirò un commercialista e vedrò di sistemare la cosa.

E la parte più buffa di questa faccenda ancora non ve l’ho raccontata: giusto nell’ultimo mese e mezzo ho dovuto compilare parecchie pratiche per andare a lavorare negli Stati Uniti. Moduli in inglese, leggi che non conoscevo, sigle che non avevo mai sentito, e nessun ufficio a cui rivolgermi per farmi aiutare, eppure è stato facile. E sapete perché? In ogni singolo modulo che ho dovuto riempire, dopo i campi da compilare c’erano le istruzioni! Punto per punto, passo dopo passo veniva spiegato come compilare il documento, dove trovare eventuali informazioni aggiuntive o a chi rivolgersi per richiedere aiuto. L’azienda per cui sono andata a lavorare mi ha inoltre messo a disposizione parecchie persone per aiutarmi nell’impresa (uffici dedicati solo a gestire queste cose con tutti i dipendenti), e comunque non mi sono servite. E la cosa ancora più assurda è che non era una dichiarazione dei redditi, nulla che servisse allo Stato, erano i documenti che servivano a me personalmente per poter accettare un lavoro lì, per richiedere il visto all’ambasciata, e per richiedere l’esenzione dalle tasse. Servivano a me insomma, ma ho avuto una guida che mi ha portata per mano fino alla fine, momento in cui ho potuto dire: beh, però in fin dei conti non è stato impossibile!

Signori miei, dovremmo iniziare a pretendere la qualità e la semplicità, altrimenti nulla andrà mai meglio, solo peggio!

Saluti

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